Il Conto Termico 3.0, rappresenta uno strumento strategico per la transizione energetica del settore pubblico: l’incentivo arriva a sostenere il 65% delle spese ammissibili per gli interventi di efficientamento energetico e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici e nelle strutture pubbliche e, in alcuni casi, può salire fino al 100% delle spese ammissibili.

Non è solo una questione ecologica, il Conto Termico 3.0 è una leva importante a disposizione delle amministrazioni pubbliche di modernizzare i propri edifici, ridurre i costi (abbattendo lo spreco di energia) e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, in coerenza con gli obiettivi del PNIEC 2024 e del Green Deal europeo.

 

conto termico 3.0 PA: per la pubblica amministrazione: lo strumento di incentivo nazionale per la transizione energetica degli edifici pubblici.

Requisiti per accedere al Conto Termico 3.0

Possono accedere tutte le amministrazioni pubbliche indicate all’art. 2 del decreto:

    • Comuni, province, città metropolitane e regioni;
    • Scuole, università, ospedali e strutture sanitarie pubbliche;
    • Enti pubblici economici e società in house degli enti locali;
    • Aziende di trasporto pubblico locale, consorzi e autorità portuali.

Sono inoltre assimilati alle PA gli enti del Terzo Settore non economici, come cooperative sociali o fondazioni che gestiscono servizi di interesse pubblico.

Il decreto riconosce inoltre il ruolo strategico dei comuni fino a 15.000 abitanti  per i quali è prevista la copertura integrale delle spese ammissibili (100%), proprio per favorire la transizione ecologica dei piccoli enti con minori risorse tecniche e finanziarie.

Infine la copertura integrale è estesa anche a particolari tipologie di edifici considerati strategici quali scuole, ospedali, RSA, sedi comunali, biblioteche e impianti sportivi pubblici.

Requisiti per comuni ≤ 15.000 abitanti ed edifici strategici pubblici

Il Conto Termico 3.0 prevede incentivi fino al 100% delle spese per piccoli comuni (fino a 15.000 abitanti) e per edifici considerati strategici. Questa priorità è stata introdotta per favorire gli enti con minore capacità di investimento, semplificando anche le pratiche amministrative.

Per ottenere l’incentivo massimo, i progetti devono:

  • essere realizzati su edifici di proprietà pubblica o in uso pubblico continuativo;
  • rispettare i requisiti minimi di prestazione energetica previsti dal GSE.

Il contributo può coprire interamente anche le spese per progettazione, diagnosi energetica e direzione lavori, purché siano funzionali all’intervento principale.

Tipologie di intervento ammesse

Gli interventi previsti dal Conto Termico 3.0 sono suddivisi in due obiettivi:

Efficienza energetica

Ridurre i consumi migliorando l’efficienza energetica negli edifici pubblici:

    • Isolamento termico di pareti, coperture e pavimenti;
    • Sostituzione di infissi e chiusure trasparenti;
    • Installazione di sistemi di building automation e contabilizzazione del calore;
    • Trasformazione di edifici pubblici in “edifici a energia quasi zero” (nZEB);
    • Illuminazione efficiente e relamping in scuole, ospedali e uffici;
    • Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici pubblici o di servizio, integrate con pompe di calore

Energia termica da fonti rinnovabili

Incentivare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici pubblici e assimilati sostituendo impianti ormai obsoleti con nuove soluzioni tecnologiche:

    • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con:
      • pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche, destinate alla climatizzazione invernale e/o estiva e alla produzione di acqua calda sanitaria;
      • impianti ibridi integrati composti da pompa di calore e caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica o progettati per funzionare come sistema unitario.
    • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con:
      • caldaie, stufe o generatori alimentati da biomassa solida, nel rispetto dei limiti di emissione previsti dal decreto;
      • impianti di teleriscaldamento alimentati da biomassa o altre fonti rinnovabili.
    • Installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o l’integrazione al riscaldamento, inclusi i sistemi combinati solar cooling per la climatizzazione estiva.
    • Installazione di impianti di microcogenerazione (CHP) ad alto rendimento, alimentati da biomassa o altre fonti rinnovabili.

Le PA possono anche combinare interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili con interventi di efficienza energetica (ad esempio isolamento, domotica o relamping), dando vita a progetti integrati che beneficiano di una maggiorazione dell’incentivo in base al risparmio energetico complessivo ottenuto.

Specifiche per l’ammissibilità degli interventi

Tutti gli impianti devono rispettare le soglie di potenza termica nominale indicate dal GSE:

  • fino a 2 MWt per generatori a biomassa;
  • fino a 2 MWt per pompe di calore;
  • fino a 1 MWt per impianti solari termici;
  • fino a 50 kWe per sistemi di microcogenerazione.

Gli interventi devono inoltre essere nuovi e funzionanti in sostituzione di impianti esistenti, a eccezione del solare termico, che può essere installato anche ex novo.

Metodo di calcolo dell’incentivo per singoli interventi e per progetti integrati

Per i singoli interventi, l’incentivo viene calcolato in funzione:

  • della potenza termica nominale dell’impianto o della superficie solare utile;
  • delle ore di funzionamento annuale e dell’efficienza del sistema;
  • delle emissioni in atmosfera, per gli impianti a biomassa.

Per i multiinterventi, che si pongono l’obiettivo di trasformare gli edifici pubblici in nZEB (Nearly Zero Energy Buildings), cioè strutture con consumi energetici quasi nulli, il Conto termico 3.0 calcola l’incentivo in modo che il progetto integrato ottenga un beneficio più elevato rispetto alla somma degli incentivi calcolati per i singoli interventi. Il calcolo finale prende infatti in considerazione i seguenti fattori:

  • la somma delle spese ammissibili per ciascun intervento;
  • un coefficiente premiale per la combinazione di tecnologie rinnovabili e di efficienza;
  • il risultato finale in termini di riduzione delle emissioni e dei consumi energetici.

Procedura e documentazione

Anche per la Pubblica Amministrazione, la procedura prevede l’accesso agli incentivi tramite il portale Portaltermico del GSE. Gli step previsti sono:

    • Diagnosi energetica e progetto tecnico redatti da professionisti abilitati;
    • Registrazione sul portale GSE con SPID o CNS dell’ente;
    • Presentazione della domanda entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dal collaudo (art. 2 lett. h, i);
    • Istruttoria tecnica del GSE e verifica di ammissibilità delle spese;
    • Erogazione in un’unica soluzione (per importi ≤ 5.000 €) o in rate annuali costanti fino a 5 anni.

NOTA: per interventi di particolare rilevanza, le PA possono richiedere un acconto fino al 50% dell’importo, utile per garantire la liquidità nella fase di esecuzione.

Procedura di acconto e tramite Portaltermico

Una delle novità più significative del Conto Termico 3.0 è la possibilità, per le PA e gli enti del Terzo Settore, di richiedere un acconto fino al 50% dell’importo totale dell’incentivo.
Questa opzione è pensata per aiutare gli enti che devono avviare i lavori ma non dispongono subito dei fondi necessari.

Come funziona:

  • l’acconto si può chiedere al momento della domanda o subito dopo l’approvazione del progetto;
  • il GSE eroga la prima tranche su presentazione della documentazione dei lavori avviati;
  • il saldo arriva a conclusione dell’intervento, previa verifica tecnica e contabile.

Anche la richiesta di acconto è gestita tramite il portale Portaltermico, dove è possibile seguire l’avanzamento della pratica, ricevere notifiche, caricare documenti e monitorare i pagamenti.

Conto termico 3.0 - Lo strumento di incentivo per la transizione energetica degli edifici pubblici

Ulteriori vantaggi per le P.A.

ESCo

Possibilità di realizzare interventi tramite ESCo (Energy Service Company) con contratto EPC o partenariato pubblico-privato.

Cumulabilità

Compatibilità con fondi PNRR, POR regionali e programmi europei per la decarbonizzazione (purché non si finanzi la stessa quota di spesa).

Priorità

Priorità di accesso e iter semplificato per scuole, edifici comunali e ospedali pubblici.

Nuove tecnologie

Inclusione di nuove tecnologie come fotovoltaico con accumulo, ricarica per veicoli elettrici e sistemi di automazione

In particolare il finanziamento delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici pubblici o di servizio, purché alimentate da fonti rinnovabili o integrate con impianti fotovoltaici o a pompa di calore, è un capitolo molto utile per comuni, aziende di trasporto pubblico e strutture sanitarie, che possono così migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle proprie flotte.
Specifiche per sistemi di automazione

Con il Conto Termico 3.0 vengono incentivate anche le tecnologie di gestione intelligente dell’energia negli edifici pubblici. Sono ammissibili:

  • sistemi di building automation,
  • sensori di presenza e temperatura,
  • piattaforme digitali per il monitoraggio dei consumi
  • dispositivi di controllo da remoto.

Per essere finanziabili, questi sistemi devono:

  • garantire una riduzione misurabile dei consumi energetici;
  • essere installati da professionisti qualificati;
  • rispettare le norme europee EN 15232 (prestazioni energetiche dei sistemi di automazione).

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Nelle prossime settimane pubblicheremo informazioni di dettaglio anche per gli altri soggetti interessati al Conto Termico 3.0

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